Italia - Rassegna stampa settimanale dal 21 al 27 marzo 2026

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Fidinam Italia Consulenza fiscale Rassegna stampa tributaria

Le news tributarie più importanti della settimana raccolte dai professionisti di Fidinam Italia in materia di: Legislazione, Giurisprudenza, Prassi, Civile e impresa, Dottrina e attualità.

Legislazione


 
    • Trusts (Jersey) Amendment Law 2026, commentata in “Con il trust del Jersey più poteri al disponente nel gestire partecipazioni”, IlSole24Ore del 25.03.2026, pagina 34: Dal 20 marzo è in vigore l’ottavo emendamento alla Trusts (Jersey) Law 1984, normativa di riferimento anche per molti trust istituiti in Italia. In particolare, si sottolinea la modifica dell’articolo 43 TJL, che restringe la possibilità di cessazione anticipata del trust su iniziativa dei beneficiari, escludendola in presenza di beneficiari potenziali o futuri. Inoltre, la revisione dell’articolo 9A TJL chiarisce che il disponente può riservarsi poteri incisivi sulla gestione di partecipazioni societarie in trust, anche indirette o non totalitarie, inclusa la nomina e revoca degli organi amministrativi. Infine, sul piano organizzativo, il nuovo articolo 19 assicura continuità all’ufficio del trustee, subordinando l’efficacia della rinuncia del trustee unico alla presenza di un successore.
 
    • Legge n. 34/2026, commentata in “Torna la sospensione da imposta per gli utili investiti in reti di impresa”, Il Quotidiano del Commercialista del 25.03.2026: L’art. 1 della Legge in esame reintroduce, per il triennio 2026-2028, la sospensione da imposizione per gli utili destinati al fondo patrimoniale comune o al patrimonio destinato nell’ambito di reti “contratto”. L’agevolazione opera entro il limite di 1 milione di euro per impresa e nel plafond annuo complessivo di 15 milioni, a condizione che gli utili siano accantonati in apposita riserva e destinati, entro l’esercizio successivo, agli investimenti previsti dal programma comune di rete.


 

Giurisprudenza

 
    • Ordinanza n. 6619/2026 della Corte di Cassazione, commentata in Liberalità indirette collegate a trasferimenti immobiliari esenti anche senza richiesta, Il Quotidiano del Commercialista del 23.03.2026: Con l’ordinanza in esame, la Cassazione qualifica l’art. 1, comma 4-bis, del DLgs. 346/1990 come norma di esclusione dall’imposta di donazione, e non come disposizione agevolativa, con riferimento alle liberalità indirette collegate a trasferimenti immobiliari o aziendali soggetti a imposta di registro proporzionale o a IVA. Ne consegue che il regime di irrilevanza impositiva opera automaticamente, senza necessità di una specifica dichiarazione o richiesta nell’atto. Inoltre, la Corte richiama l’esigenza di evitare una duplicazione del prelievo su una fattispecie espressiva di un’unica capacità contributiva; tuttavia, resta necessario che sussista un collegamento oggettivo tra la liberalità e il trasferimento oneroso, di cui il contribuente deve fornire prova. Pertanto, tali liberalità non scontano l’imposta di donazione e non incidono sulla franchigia del beneficiario, purché il trasferimento collegato sia stato effettivamente assoggettato a IVA o a registro proporzionale.
    • Ordinanza della Corte di Cassazione n. 6722/2026, commentata in “Residenza fiscale legata agli interessi economici della persona, Il Quotidiano del Commercialista del 24.03.2026: Con l’ordinanza in esame, la Cassazione torna sul tema della residenza fiscale delle persone fisiche, con riferimento ai periodi d’imposta anteriori al 2024, affermando la prevalenza degli interessi economico-patrimoniali su quelli personali e familiari nella localizzazione del domicilio rilevante ai sensi dell’art. 2, comma 2, TUIR. Nel caso di specie, relativo al 2008, sono stati valorizzati la quasi totalità dei proventi di fonte italiana, le cariche societarie ricoperte in Italia, la partecipazione ad atti notarili e assemblee, nonché i rapporti con operatori finanziari italiani. La Suprema Corte ha quindi confermato, sul piano sostanziale, l’impostazione dell’Amministrazione finanziaria, pur cassando con rinvio la sentenza per un vizio procedurale legato alle indagini finanziarie. Tuttavia, si ricorda come la pronuncia si colloca nel previgente assetto normativo, fondato sul domicilio civilistico di cui all’art. 43 c.c.


 

Prassi


    • Risposta ad interpello n. 84/2026 dell’Agenzia delle Entrate, commentata in Niente IVAFE per il beneficiario del trust estero trasparente, Il Quotidiano del Commercialista del 26.03.2026: La risposta in esame affronta il trattamento IVAFE in capo al beneficiario di un trust estero trasparente. In particolare, si chiarisce come l’imposta non sia dovuta quando il beneficiario non intrattiene alcun rapporto diretto con le attività finanziarie segregate e non dispone di poteri di amministrazione o disposizione sui beni del trust. In tale assetto, la titolarità giuridica e sostanziale dei rapporti resta infatti in capo al trustee, mentre al beneficiario spetta soltanto l’attribuzione del reddito per trasparenza. Ne deriva, quindi, l’assenza del presupposto patrimoniale richiesto ai fini IVAFE, nonostante la rilevanza reddituale in capo al beneficiario residente. Tuttavia, resta fermo che, ove il trust sia qualificabile come interposto, muta radicalmente l’inquadramento fiscale dell’operazione, tornando rilevanti sia gli obblighi di monitoraggio fiscale sia l’applicazione delle imposte patrimoniali estere.
    • Risoluzione n. 1 dell’Agenzia delle Dogane, commentata in “Non cambia l’operatività per l’IVA anticipata sui carburanti coi codici NC aggiornati, Il Quotidiano del Commercialista del 25.03.2026: La risoluzione in esame chiarisce che l’aggiornamento dei codici NC del gasolio non incide sul perimetro dell’IVA con versamento anticipato ex art. 1, comma 937, L. 205/2017. Resta infatti ferma la finalità antifrode della disciplina, riferita ai carburanti per autotrazione assoggettati ad accisa ordinaria. Il regime speciale continua quindi ad applicarsi a gasolio fossile e HVO destinati ad autotrazione, mentre i codici CADD rilevano solo se incidono sulla destinazione d’uso del prodotto. Ne consegue che sul piano operativo, ciò impone il riallineamento di anagrafiche e processi, con impatti su cash flow, e-DAS e rischio sanzionatorio.



Civile e impresa

    • Ordinanza della Corte di Cassazione n. 6803/2026, commentata inEredità, rinuncia revocabile solo con dichiarazione, IlSole24Ore del 24.03.2026, pagina 35: La Cassazione, con l’ordinanza in esame, esclude la revoca tacita della rinuncia all’eredità, ribadendo che la rinuncia costituisce atto formale, soggetto ai requisiti dell’art. 519 c.c. Pertanto, l’eventuale successiva accettazione dell’eredità, ai sensi dell’art. 525 c.c., non può desumersi da comportamenti concludenti, ma richiede un atto conforme alle forme di legge. Nel caso in esame, l’Amministrazione finanziaria aveva valorizzato condotte successive alla rinuncia, ritenendole incompatibili con essa e idonee a fondare la pretesa relativa alle imposte ipotecarie e catastali. La Suprema Corte ha invece chiarito che la pretesa impositiva non può fondarsi su una presunta accettazione tacita, in mancanza di una successiva accettazione validamente manifestata.



Dottrina e Attualità


    • Evasione, nel 2025 recuperati oltre 36 miliardi”, Il Quotidiano del Commercialista del 26.03.2026: Nel 2025 l’attività di contrasto all’evasione ha consentito di riportare nelle casse dello Stato 36,2 miliardi di euro, con un incremento dell’8,4% rispetto al 2024. Di questi, 29 miliardi derivano direttamente dal recupero dell’evasione fiscale. Il dato riflette sia i versamenti successivi agli atti dell’Agenzia, sia gli incassi da cartelle e da iniziative di promozione della compliance. Inoltre, prosegue l’azione selettiva sul versante preventivo, come dimostrano la cessazione d’ufficio di 12 mila partite IVA “apri e chiudi” e il contenimento di indebite compensazioni, crediti fittizi e rimborsi IVA non spettanti. Il quadro evidenzia un rafforzamento della strategia di contrasto, sempre più orientata non solo alla repressione ex post, ma anche alla prevenzione e all’adempimento spontaneo.
    • Durante la proroga dei 120 giorni da schema di atto va concesso il ravvedimento”, Il Quotidiano del Commercialista del 24.03.2026: In ambito di contraddittorio preventivo ex art. 6-bis della L. 212/2000, il contribuente che riceve uno schema di atto può, oltre a presentare deduzioni difensive o istanza di accertamento con adesione, anche avvalersi del ravvedimento operoso recependo i rilievi contestati, il quale dovrebbe ritenersi ammissibile anche nei 120 giorni di proroga dei termini di accertamento quando tale proroga derivi dalla notifica dello schema di atto a ridosso della decadenza. Ciò in quanto la proroga non opererebbe solo a favore dell’Ufficio, ma anche per consentire la definizione del contraddittorio, l’eventuale adesione o l’archiviazione della pretesa. Tuttavia, resta tuttavia un profilo di incertezza applicativa, poiché sul punto non risultano ancora chiarimenti ufficiali di prassi né consolidati orientamenti giurisprudenziali.



 

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