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Trasparenza fiscale globale: gli Emirati fanno un passo avanti

Scritto da Fidinam News | 19/01/26

La stagione della riservatezza “di fatto” si sta chiudendo, anche per giurisdizioni come gli Emirati Arabi Uniti. L’estensione sempre più crescente dello scambio automatico di informazioni rafforza la capacità di controllo delle amministrazioni fiscali e rende imprescindibile, per HNWI e investitori internazionali, una pianificazione fiscale rigorosa e coerente con gli standard di trasparenza.

 

La nuova era della condivisione fiscale globale

Il panorama fiscale internazionale si sta evolvendo rapidamente, spinto da un trend chiaro e irreversibile: la crescente condivisione di informazioni tra Stati. Dai meccanismi già consolidati di Automatic Exchange of Information (AEOI), come il Common Reporting Standard (CRS), fino agli sviluppi più recenti su criptovalute e immobili, la trasparenza è diventata la nuova regola del gioco.

Oggi anche giurisdizioni tradizionalmente considerate “riservate”, come gli Emirati Arabi Uniti, si stanno allineando a questo approccio. Una svolta che conferma l'impegno globale contro evasione fiscale, riciclaggio e uso opaco dei patrimoni transnazionali.



UAE: trasparenza per le criptovalute

Un passo significativo in questa direzione è rappresentato dall’adesione degli Emirati al Crypto-Asset Reporting Framework (CARF), lo standard OCSE per lo scambio automatico delle informazioni fiscali relative agli asset digitali. Dal 2028, exchange, custodi e wallet provider con sede negli Emirati saranno obbligati a raccogliere e condividere con le autorità estere i dati sui clienti e le loro operazioni in criptovalute.

Per i residenti fiscali locali, poco cambia, dato che gli Emirati non impongono imposte sui redditi personali. Ma per gli investitori internazionali, si tratta di un cambio di paradigma: le autorità dei Paesi d’origine avranno accesso a dati finora difficilmente tracciabili, aprendo la strada a verifiche incrociate e potenziali accertamenti fiscali.

 

 

Trend globale: anche il mattone entra nello scambio

Contemporaneamente, a livello internazionale prende forma il nuovo accordo multilaterale dedicato allo scambio automatico delle informazioni sugli immobili. L’accordo, già firmato da 25 giurisdizioni – tra cui Italia, Francia, Regno Unito, Norvegia, Corea e Nuova Zelanda – prevede che ogni Stato trasmetta agli altri le informazioni disponibili sugli immobili posseduti da soggetti non residenti, inclusi dati anagrafici, valori di acquisto e vendita, eventuali redditi da locazione e capital gain.

Non si tratta solo di tracciamento: è la base per future verifiche sulla corretta dichiarazione dei redditi immobiliari, imposte patrimoniali e successioni. Anche in questo caso, la logica è quella di un sistema globale sempre più integrato e automatizzato.

In prospettiva, il passo degli UAE sulle cripto-attività e l’adesione ai nuovi standard di scambio automatico potrebbe essere letto come un segnale del trend emiratino verso una trasparenza crescente. Se questa traiettoria dovesse estendersi anche ad altri asset, come il real estate, l’impatto potrebbe essere rilevante: mercati come Dubai, con un’elevata presenza di proprietari esteri, rafforzerebbero la capacità delle amministrazioni fiscali di ricostruire posizioni patrimoniali cross-border e intensificare i controlli incrociati.

 

Nuove complessità per HNWI e operatori cross-border

In questo scenario in continua evoluzione, gli High Net Worth Individuals (HNWI), gli investitori con asset diversificati in più Paesi e tutti i soggetti con interessi economici transnazionali si trovano a operare in un contesto fiscale sempre più articolato, tecnico e dinamico.

La combinazione di normative locali, standard internazionali e nuovi strumenti di cooperazione tra Stati rende ormai imprescindibile il supporto di professionisti esperti e aggiornati.

 

Il futuro è trasparente, ma servono strumenti adeguati

Il mondo si dirige – senza ambiguità – verso un ecosistema fiscale sempre più trasparente, interconnesso e regolamentato. Criptovalute e immobili non sono più al riparo da controlli incrociati e flussi informativi automatici. In questo contesto, affidarsi a professionisti qualificati non è più una scelta, ma una necessità strategica.

 

Fidinam: al fianco degli investitori globali 

Con sedi in tutto il mondo, FIDINAM assiste quotidianamente clienti internazionali nella gestione di strutture patrimoniali complesse, nella pianificazione fiscale e nell’adeguamento alle normative in continua evoluzione.

La nostra esperienza pluriennale, unita a un approccio multidisciplinare e cross-border ed alla dimensione internazionale, ci consente di affiancare in modo proattivo clienti privati, imprenditori e family office nella gestione efficace, conforme e lungimirante del patrimonio globale.

Articolo a cura di Iacopo Carraro - Italian Desk, Fidinam Dubai. In caso di chiarimenti oppure per richiedere una consulenza fiscale, è possibile contattarci tramite il formulario in basso.