3 settembre 2010Cinquantesimo Fidinam
50 anni raccontati da Tito Tettamanti
Non voglio indulgere alle mitizzazioni che accompagnano ricorrenze e celebrazioni. Confesserò pertanto che la costituzione della Fidinam rispondeva inizialmente alla modesta esigenza dello Studio Legale e Notarile Tettamanti-Spiess-Dotta, di offrire servizi amministrativi e contabili alla propria clientela. Poi le cose, grazie anche al favorevole momento economico, presero uno sviluppo crescente ed all’inizio impensabile.
Si trattò allora di concepire un modello operativo per la società che non dimenticasse le modeste dimensioni del nostro retroterra (il Ticino) ma al contempo permettesse di realizzare le nostre ambizioni di sviluppo. La risposta – foriera di successi che possiamo dichiarare senza falsa modestia – si è basata su quattro assi: ricerca dell’eccellenza, nicchia, flessibilità di strutture, capacità di sfruttare le opportunità del momento.
Chiamata a confrontarsi con società multinazionali di grosse dimensioni e altissima reputazione, la piccola società ticinese poteva competere solo offrendo servizi eccellenti in nicchie dove la creatività e la duttilità fanno premio su dimensione e struttura. La flessibilità ed il tempismo ci obbligavano a saper piantare le tende al momento opportuno ma anche a toglierle coerentemente al mutare dei mercati e delle esigenze.
Esempio illustrante: a Toronto, negli anni ’70, contavamo su 300 collaboratori, oggi non siamo più presenti. Parimenti, seguendo le esigenze dei clienti, abbiamo avuto uffici a Sydney, Hong Kong, Caracas, negli Stati Uniti ed in Olanda. A New York, agli inizi degli anni ’80, ho capito che vi erano molte possibilità (da me poi seguite) nell’ambito della finanza. Purtroppo presentavano rischi che una società di puri servizi come la nostra non doveva assumere per quanto allettanti fossero le possibilità di guadagno.
Questa la tensione che accompagna la nostra attività di ticinesi con l’ambizione di operare anche con la e per una clientela internazionale, su mercati internazionali e facendo fronte ad una concorrenza di livello internazionale.
Tutto ciò, però, non sarebbe stato possibile senza un nucleo di impegnati collaboratori nel Ticino. Nei nostri uffici in questi cinquant’anni sono sicuramente passati più di un migliaio di collaboratrici e collaboratori. È a loro che dobbiamo dire grazie, qualsiasi funzione abbiano rivestito. Alcuni, passando con noi l’intera vita professionale, altri impegnati per qualche decennio, altri ancora che dopo aver contribuito al nostro sviluppo hanno scelto altre strade e sfide professionali.
Anche la preparazione di leve dirigenti di operatori economici e studi professionali è motivo di soddisfazione per una società come la nostra.
Non sarebbe corretto fare eccezioni e citare dei nomi tra i tanti che hanno contribuito a costruire e sviluppare la Fidinam. Non posso però non ricordare i due primissimi collaboratori, Renato Zocchi e Franca Ortelli (scomparsa prematuramente) che con me hanno dato avvio all’avventura. L’impegno ed il coraggio profusi improvvisandoci fiscalisti, contabili, consulenti societari o immobiliari, era solo pari alla nostra giovanile incoscienza, agevolata però da tempi nei quali tutto era più facile e semplice.
Con lo sviluppo vennero competenza, rigore, professionalità acuiti ancor più dalla necessità di misurarci sul piano internazionale.
Arrivò anche il tempo di passare la mano e da oltre cinque anni la direzione del gruppo e delle sue attività è stata affidata ad una generazione di quarantenni, tra i quali il Presidente del Consiglio di Amministrazione, il Direttore Generale ed i Partners nei singoli settori di attività.
L’evoluzione dell’economia in questi ultimissimi anni, ma anche l’atteggiamento sempre più asfissiante ed invadente di governi all’affannosa ricerca del riequilibrio dei bilanci statali dopo decenni di spesa allegra e sconsiderata, ci pone dinanzi ad altre, nuove sfide.
Non è la prima volta che per assistere i nostri clienti ci dobbiamo reinventare. Oggi dobbiamo chiederci come consigliarli, rappresentarli ed agire in sempre più compressi spazi di libertà che una burocrazia pervasiva ancora lascia. Chiederci come e da quale parte del mondo operare.
Le difficoltà sono lo stimolo più efficiente per quel continuo reinventarci che ci ha caratterizzato in questi 50 anni. Si parla molto dei nostri tempi di “corporate social responsibility”. Formula espressa in lingua straniera per meglio proteggere la nebulosità del concetto o addirittura mascherare l’ipocrisia. Ma se al di là della formula di moda con tale espressione si intende lavoro duro e con il massimo impegno, chiudere per 50 anni filati i conti sempre in utile, distribuire centinaia di milioni in stipendi, pagare senza interruzione le imposte, mantenere ed aumentare i posti di lavoro, favorire l’insediamento di attività nel nostro Cantone, formare giovani professionisti, dare occasione a giovani ticinesi e svizzeri di affermarsi all’estero, allora siamo lieti di accettare la distinzione.
Ma il Ticino è anche il Paese dove abbiamo quelle radici che ci permettono nel contatto con il mondo di non smarrire la nostra identità. In segno di gratitudine la Fondazione Fidinam ha deliberato nell’anno del Cinquantesimo devoluzioni per un totale di 1 milione di franchi, privilegiando attività nel campo dell’educazione, della sanità, della lotta contro il bisogno e del sostegno, anche culturale, al mondo dell’economia. Intendiamo anche per il futuro essere presenti in tal modo nel Paese.
Non abbiamo fatto nulla di speciale in questi cinquant’anni, ma abbiamo forse aiutato a testimoniare che non c’è miglior modo di contribuire agli interessi della collettività che curare onestamente ed intelligentemente i propri.
Tito Tettamanti



